Danza Libera Teatrale

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teatro danza

domenica 4 novembre 2012

"Le Baccanti" di Euripide e il culto di Dioniso



Il dramma di Euripide, Le Baccanti, sebbene opera di evocazione, è da sempre considerato fondamentale per lo studio del culto di Dioniso. Il capolavoro euripideo, infatti, oltre ad offrirci una fenomenologia del culto di Dioniso, palesa, nella sua aderenza alla dimensione mitico-rituale arcaica, definitivamente la funzionalità dei Misteri dionisiaci al complesso culturale dei riti di passaggio sostitutivi.
La trama risulta, al riguardo, illuminante. Dioniso sotto spoglie mortali, giunge a Tebe, per imporre il proprio culto, cercando dunque riconoscimento e identità (fase dell'isolamento, dell'oblio, dell'assenza) e nella convinzione di apportare un vantaggio alla stessa comunità: "La città si deve rendere conto, anche contro voglia, di che cosa ella è priva fin che ignora le orge del mio rito e non ha parte ai Misteri (cit.Le Baccanti-Euripide). L'offesa al dio, cioè il suo mancato riconoscimento scatena la possessione che Dioniso trasmette alle donne tebane (fase della tensione e del tormento): "presto ogni contrada batterà il piede nei cori, non appena Bromio i tìasi giuderà ala monte, dove lo attende la folla delle donne che messe in furore da Dioniso hanno lasciato i loro telai e le spole." 
Durante la possessione le donne vagano e impazzano furiose, aggrediscono ed inseguono gli uomini: il miele, l'acqua,il vino che esse fanno sgorgare dalle rocce sono tutti simboli della loro potenza, così come i loro capelli, che il fuoco non brucia, e la loro resistenza ai giavellotti che le colpiscono senza ferirle, analogamente a quanto avveniva ai martiri che resistevano alle torture. La possessione termina con l'uccisione di Penteo, il re della città che non aveva accettato il culto e che viene sbranato e decapitato (fase dell'apice) dalla madre Agave che esibisce poi, nella sua inconscienza, il capo mozzo.
Tornata a sè, la donna piange con modi da lamentazione funebre, il figlio morto di morte violenta e ne ricostruisce il corpo (fase della reintegrazione e della cura) con le membra raccolte da Cadmo, padre di Semele (madre di Dioniso) e della stessa Agave (sorella quindi di Semele).
Le Baccanti è, pertanto, sia enucleazione della struttura mitico-rituale del culto di Dioniso, come rito di passaggio sostitutivo, sia metafora della risoluzione di una crisi mediante uno schema culturale che riafferma i valori fondanti della comunità contenendo ogni spinta eversiva, in questo caso la follia di Penteo nel non voler riconoscere il dio e quindi tributargli la necessaria cura dovuta al legame di parentela. Un dio che, ricordiamolo, celebrava in senso comprensatorio, le regole dell'arcaica ideologiacomunitaria dei riti di passaggio legati alla sessualità, alla nascita e alla morte. 
(da Nel corpo della tradizione,cultura popolare e modernità nel Mezzogiorno d'Italia,di Giovanni Vacca)